logo_3.fw.png

NewsLetter

Isciviti alle nostre newsletter
Privacy e Termini di Utilizzo

Effettua il Login per visualizzare correttamente gli allegati

La notifica dell'atto impoesattivo, ove viziata, non può essere sanata dalla proposizione del ricorso.

Giurisprudenza | n. Allegati 1 | dott.ssa Samanta Camarda

- A parere i Giudici della C.T.P. di Messina, la notifica diretta a mezzo del servizio postale di un accertamento emesso ai sensi dell'art. 29 - D.L. n. 78/2010, in ragione della specifica natura dell'atto stesso, dovrà ritenersi esclusa, senza che tale vizio possa in alcun modo essere sanato dalla proposizione del ricorso.E' quanto si evince dalla pronuncia n. 268 depositata il 16.01.2017.

Sul tema non vi sono molte pronunce conformi. Infatti, nonostante le contestazioni avanzate dai difensori, per i Giudici di merito l'invio dell'atto amministrativo per il tramite del servizio postale, in assenza dunque di un messo notificatore, è sufficiente ai fini della notifica dell'atto stesso, anche se l'atto accertativo non è più solo un mero avviso di accertamento, ma diviene, con lo scorrere del tempo, un atto esecutivo, fino a diventare precetto; tutto in assenza di ulteriori successive notificazioni.

L'illegittimità di quanto appena detto, è invero ben chiara ai Giudici messinesi, che, contrariamente, hanno statuito in ordine al fatto che l'esecutività dell'avviso di accertamento ex lege conferito all'atto emesso ex art. 29 - d. l. n. 78/2010, dipende proprio dalla corretta notificazione del medesimo, che dunque deve escludersi possa essere effettuata direttamente dall'A.F. per il tramite del servizio postale.

Infatti, la esecutività dell'avviso di accertamento che conferisce all'accertamento in contestazione lo status giuridico di titolo esecutivo non preesiste alla notifica, ma dipende da essa in quanto essa stessa è elemento costitutivo dell'atto per sua natura recettizio (in quanto, precisano i giudici "ha indubbia incidenza sul patrimonio del destinatario: ciò per cui l'effetto giuridico di titolo esecutivo non decorre dalla data di adozione del provvedimento, bensì dalla data di avvenuta comunicazione di esso - cfr. Cass. sent. 02.10.2015 n. 19704)

Pertanto, il vizio della notifica non si esaurisce nella notifica stessa, ma si estende all'atto di cui essa fa parte, contribuendo essa stessa al suo perfezionamento, non essendo limitata la sua validità ed efficacia alla comunicazione di un atto già perfezionato (in tal senso, C.T.P. Spezia, sent. 10.06.2016, n. 486).

Il decidente procede a porre in essere un esemplare escursus normativo che, in quanto saldamente ancorato alla chiara volontà del legislatore, mal si presta ad essere smentito con interpretazioni contrarie.

Infine, in ordine all'assunta sanatoria per il raggiungimento dello scopo di qualsivoglia vizio di notifica, avanzata dall'Ufficio resistente, afferma che: "anche a tal ultimo riguardo, và osservato che l'accertamento controverso, nel caso di specie, è esecutivo (l'atto impugnato, n.d.r.) in via c.d. originaria (atto c.d. impoesattivo) dato che con esso non si sono rideterminate le imposte, ma si è contestato alla ricorrente società l'omessa dichiarazione dei redditi e, conseguentemente, si sono determinate le imposte dovute da essa. Per quanto sopra detto, va esclusa l'applicazione dell'art. 14 L. n. 890/1992 e, tenuto conto che la notifica è stata così eseguita da soggetto non abilitato, tale circostanza non integra un semplice vizio dell'atto, causa di nullità di esso, bensì la inesistenza giuridica della notifica stessa.

Il riferimento è al dettato normativo, nel punto in cui il legislatore riconosce per gli atti c.d. secondari - ovverosia quelli che contengono una rideterminazione delle imposte originariamente accertate - la possibilità che vengano inviate al contribuente direttamente tramite raccomandata postale, lasciando dunque interndere che la notifica diretta per posta non possa legittimamente aver luogo per gli avvisi di accertamento originari (di cui alla lettera a del medesimo articolo), ossia quegli atti che contengono la pretesa tributaria come originariamente accertata dall'ufficio, portata per la prima volta a conoscenza del contribuente.

Per concludere, i giudici, con riferimento all'art. 156 c.p.c., hanno altresì precisato che: "Sotto diverso profilo, poi, và esclusa ogni sanatoria, perchè essa contrasta con il principio generale "nemo tenetum sè detergere" che impedisce al contribuente di sanare con il proprio ricorso un atto amministrativo illegittimo (per comportamento imputabile alla A.F.) confermando così, avuto riguardo al caso di specie, un titolo esecutivo contro sè medesimo."

In allegato, la sentenza in commento.

Dott.ssa Samanta Camarda

Precedenti sull'argomento: 

Notifica dell'atto impoesattivo: la sua "natura" impedisce la sanatoria per il raggiungimento dello scopo degli eventuali vizi.

La notifica del "nuovo" avviso di accertamento "impo-esattivo" secondo la giurisprudenza di merito: C.T.P. La Spezia, sent. 10/06/2016, n. 486.

La rituale notifica dell'atto impoesattivo "primario" costituisce presupposto necessario ai fini della giuridica esistenza dell'atto

____ 

Ti ricordiamo, gentile utente, che le sentenze ivi allegate sono di libera fruizione, previa iscrizione gratuita al sito. Pertanto, se non sei ancora registrato clicca QUI

 

15
Set
Bologna
-
Bologna
Data: 15 Settembre 2017, 09:30
Scuola di Alta Formazione e Specializzazione Professionale in Diritto Tributario

20
Set
Sala del Consorzio Terfidi
-
Nuoro
Data: 20 Settembre 2017, 09:30

22
Set
Hotel Parco dei Principi
-
Bari
Data: 22 Settembre 2017, 09:30

25
Set
Grand Hotel Baia Verde
-
Catania
Data: 25 Settembre 2017, 09:00

27
Set
Savhotel
-
Bologna
Data: 27 Settembre 2017, 09:30